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Curiosità

Il taccuino delle piccole scoperte

Una pagina semplice per datare osservazioni, domande e idee da riprendere a casa o in classe.

3 min di lettura

Un taccuino delle scoperte non deve essere bello o completo. Bastano fogli pinzati, un quaderno già usato o una cartella condivisa. La regola più utile è lasciare spazio a tracce diverse: parole, disegni, simboli e domande.

Per ogni osservazione si può annotare quando è avvenuta, che cosa ha attirato l’attenzione e che cosa ci chiediamo. Aggiungere la data permette di tornare sullo stesso tema e confrontare ciò che è cambiato nel tempo.

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A casa, una famiglia può raccogliere una curiosità emersa durante la giornata. In classe, l’insegnante può lasciare che ciascuno contribuisca con una parola o un’immagine, senza chiedere a tutti la stessa forma di partecipazione.

Riaprire una pagina dopo qualche giorno trasforma il taccuino in un filo tra esperienze. Possiamo aggiungere una risposta provvisoria, un nuovo disegno o una domanda più precisa: la scoperta continua anche quando la prima attività è finita.

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